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Il consumo giornaliero di verdura e di frutta, nell’ampia scelta di specie coltivate e di specie spontanee, permette di introdurre micronutrienti e phytochemicals, in quantità idonea a preservare lo stato di salute e di benessere. D’altra parte bastano pochi microgrammi di micronutrienti e pochi microgrammi di fitochimici perché tutte le funzioni dell’organismo percorrano il loro andamento ottimale.
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Il consumo giornaliero di verdura e di frutta, nell’ampia scelta di specie coltivate e di specie spontanee, permette di introdurre micronutrienti e phytochemicals, in quantità idonea a preservare lo stato di salute e di benessere. D’altra parte bastano pochi microgrammi di micronutrienti e pochi microgrammi di fitochimici perché tutte le funzioni dell’organismo percorrano il loro andamento ottimale.
Non sempre gli alimenti vegetali sono funzionali perchè non sempre il loro fitocomplesso è presente in condizioni ottimali. Su di esso incidono molti fattori, tra cui le modalità di coltivazione (per i vegetali coltivati), la difficile reperibilità per alcuni vegetali selvaggi (cui si devono aggiungere l’eventuale esposizione ad agenti inquinanti, la tossicità di alcune specie e il possibile eccesso in altre specie di sostanze antinutrizionali quali nitrati e ossalati), il trasporto, la conservazione, la manipolazione in cucina e l’elaborazione del cibo.
Conviene consumare i prodotti vegetali completi del loro patrimonio di micronutrienti e di phytochemicals, così come li fornisce da sempre la natura, perchè l’attività funzionale di un qualsiasi vegetale nella sua uniforme completezza è assai più energica dell’attività di un vegetale mutilato di qualche molecola o arricchito ad arte di altre. Il ricorso a supplementi di vitamine, minerali e fitochimici difficilmente riesce a proteggere l’organismo così come fa, viceversa, un’alimentazione ricca di frutta e verdura. Infatti l’apporto dei singoli prodottti non si rivela efficace, d’altra parte è alquanto controverso il ricorso ad essi.
