Le eccellenze, Il Silfio, il Tecolito, la Spongia somnifera, la Theriaca

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Descrizione

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Il Silfio
Teofrasto, Dioscoride e Plinio ritengono il Silfio dotato di efficaci virtù salutari. È una pianta di difficile identificazione, le ipotesi sono controverse: talune poco attendibili e altre del tutto fantasiose. La tradizione la pone nei pressi della città di Cirene, cui fornisce ricchezza e salute. Il
nome silfio non è di origine greca, ma probabilmente deriva dal linguaggio di un popolo cirenaico ed è analogo alla parola latina sirpe. Di questa pianta parlano già Solone e Sofocle: il nome latino della droga è laser, della pianta laser picium, e deriva forse da lac sirpicium, cioè latte della pianta sirpe; in greco la droga è indicata talvolta con la parola opós, Galeno però indica con la parola silphion tanto la pianta intera quanto il succo.

Il Tecolito
Il tecolito [τήκω “io sciolgo”, λίθος “la pietra”], detto pietra giudaica o siriaca gode di azione litontrica nei casi di calcoli delle vie urinarie. Galeno, nel De simplicium medicamentorum temperamentis ac facultatibus consiglia di prendere una dose di polvere disciolta in tre ciati di
acqua calda per sciogliere i calcoli della vescica ad vesicae lapides. La considera efficace pure per i calcoli renali, in renibus … efficax est.

La Spongia somnifera
Il dolore fa paura, debilita, logora e avvilisce; tutti lo temono. Da sempre si fa di tutto per evitarlo e si prova di tutto per alleviarlo. La pianta magica per eccellenza è la mandragora, sgradevole di odore e gusto, funesta di carattere e antropomorfa che con l’oppio, la cicuta, il latice di lattuga virosa, la morella, lo stramonio, la peonia, il succo di edera sa contrapporsi con efficacia al dolore.

La theriaca
Mitridate [132?-63 a.C.], re del Ponto, si addentra negli studi di botanica e tossicologia perché, fin dall’infanzia, deve contrastare le insidie dei familiari e dei cortigiani. Prova sugli schiavi e su se stesso le sostanze velenose; cerca, mediante l’assunzione giornaliera, una forma di immunità ai veleni.