L’arte del biondo La necessità del profumo

23.00

Descrizione

Il Rinascimento permette di far progredire considerevolmente l’arte della profumeria. L’introduzione dei profumi a base alcolica si diffonde in breve in tutta Europa, sia per il corpo, sia per il vestiario. Si indossano contenitori per profumi ed essenze di straordinaria ricercatezza e foggia, come boccette in cristallo, globi traforati da appendere a cinture o collane, pommes de senteur o pomander en forme de pomme composée de produits odoriférants à visée prophylactique. La profumeria alcolica è un passo importante verso la salute della pelle spesso martoriata da processi infiammatori, oltre che da sudiciume e odori corporali sgradevoli. I parassiti fanno parte del paesaggio cutaneo. Si trovano a loro agio nell’eccedenza degli umori corporei. La medicina sconsiglia il bagno come potenziale veicolo di malattie, però crede nelle proprietà terapeutiche dei profumi.

La stampa divulga i libri dei Secreta, dove si insegnano le ricette di acque odorose per profumare le abitazioni, il corpo e i vestiti e i profumi solidi per bottoni, bussoletti, guanti e cinture.

La Chiesa cattolica, durante tutto il Medioevo influenza profondamente i costumi, ma nel Rinascimento tutto inizia a diventare lecito per conferire alla capigliatura il colore desiderato, anche per coprire i fili grigi con l’avanzare dell’età; i rimedi sono essenzialmente a base di elementi vegetali estratti da erbe e fiori, ma anche di minerali. A praticare l’arte biondeggiante sono soprattutto le veneziane che prediligono il rosso tiziano o biondo veneziano, una tonalità di rosso con riflessi ramati. Le dame per arrivare ad ottenerlo applicano sui capelli un composto di complessa elaborazione. Salgono sulle altane sopra il tetto delle case, indossano una tunica di seta bianca chiamata schiavonetto, calzano un cappello di paglia senza calotta con tese larghe su cui spargono i capelli per meglio esporli ai raggi del sole, la cosiddetta solana, che serve anche a ombreggiare la pelle e mantenere la carnagione chiara. La tintura viene stesa sui capelli lavati ancor bagnati con una spugnetta [sponzeta] e fatti asciugare al sole.

A mettere a punto questo particolare rosso è Tiziano Vecellio [1488/1490-1576] un protagonista della pittura della Serenissima repubblica. Predilige le note del rosso, tanto che la tonalità di rosso particolarmente calda, passata alla storia come rosso Tiziano, accende di luce i capelli delle protagoniste femminili.

 

L’Autrice è farmacista, nutrizionista e master di primo livello in fondamenti di fitoterapia.

ISBN:  978-88-89635-73-5

Al prezzo di copertina si aggiungono  3,00 Euro per contributo alle spese di spedizione

Buona lettura!

 

Informazioni aggiuntive

Formato A5

139 pagine, formato A5, rilegatura brossura