La Mandragora

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Descrizione

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La mandragora è antropomorfa: la sua radice è costituita da un essere umano e i fiori che sbucano dal terreno nascono dalla sua testa come capelli. Gode di proprietà medicinali, magiche e divinatorie. È viva; quando si estrae dal terreno, emette un gemito diabolico che fa morire all’istante l’uomo che l’ode. Serve un cane per estirparla.

Il mistero, l’inquietitudine e lo spavento, che aleggiano attorno a questa pianta dai risvolti demonologici diffondono nell’immaginario dotto e popolare leggende, superstizioni, credenze, ipotesi, ubbìe. Da un lato è una pianta preziosa, talismanica, apportatrice di fortuna, ricca di virtù terapeutiche, suscitatrice di amore e di fecondità, consolatrice del mal d’amore, indicatrice, mediante sogni e visioni, dei luoghi dove giacciono i tesori e le grandi ricchezze, dall’altro è una creatura terribile, demoniaca, da avvicinare con cautela, capace di provocare ogni danno, di trasformarsi, di operare incantesimi e persino di cagionare la morte istantanea. L’aura di apprensione e di mistero vuole che la Mandragora nasca dal sangue dei decapitati e degli squartati o dal seme e dall’urina degli impiccati emessi nell’ultimo spasmo dell’agonia.
Si coglie di notte all’ombra dei patiboli.