Le Herbe tra medicina e culinaria

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Descrizione

La distinzione sulla qualità del cibo prosegue in epoca rinascimentale. Mangiare determinati alimenti è forte segno di appartenenza a un determinato ceto in una corrispondenza reciproca tra qualità del cibo e classe sociale. L’alimentazione priva di prodotti di derivazione animale è del tutto inconcepibile sia nel Medioevo che nel Rinascimento. La cucina dei potenti è costituita dalla carne, simbolo di privilegio sociale, e meno dal pesce, mentre quella dei ceti inferiori, specie dei contadini, è sostanzialmente vegetariana. Le herbe sono cibo per poveri, idonee alla mensa contadina, però circolano anche nella mensa dei ceti più abbienti, non di meno entrano nei banchetti principeschi. Ad esempio la borragine che si coltiva, ma che cresce anche spontanea, entra nei banchetti. Entra però la parte più nobile, non le foglie ispide e setolose. A Ferrara Messisbugo scrive: Luzzi allessi con sapor bianco & fiori di boragine sopra, il Cervio trinciante del Cardinale Farnese scrive: Insalate polite lauorate, adornate di cipollette & fiori di boragine … Teste di storione e di umbrina allesate con fiori di boragine sopra, sapor bianco con agresto e Zucchero sopra.

ISBN: 979-12-81839-01-4

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Buona lettura!

Informazioni aggiuntive

Peso 0.2 kg
Dimensioni 1.00 × 14.8 × 20.5 cm
Caratteristiche

Formato A5
Pagine 154
Prezzo di copertina Euro 20.00 + Euro 3.00 come contributo alle spese di spedizione
Rilegatura brossura